La storia di Navawhist comincia tra la fine degli anni ’70 e l'inizio degli anni ’80, durante le vacanze di Pasqua che trascorrevamo in albergo a Cavi di Lavagna, sulla Riviera ligure.
Fu lì che un gruppo di torinesi ci insegnò un gioco di carte di cui oggi non ricordo più il nome. Si giocava con 40 carte e aveva caratteristiche che ricordavano la Briscola, il Whist e Oh Hell.
Il gioco ci appassionò, ma mostrava anche alcuni limiti. In particolare, sentivo che la fortuna nella distribuzione delle carte aveva un peso eccessivo sul risultato.
Da lì nacque l'idea: modificare quel gioco cercando di renderlo più equilibrato e di dare sempre maggiore importanza alle scelte e all'abilità dei giocatori.
Nel corso degli anni le regole sono state provate, cambiate e perfezionate. A questo lavoro ha poi contribuito anche mia figlia Mimosa, che in breve tempo è diventata un'ottima giocatrice e una preziosa compagna di prove e confronti.
Partita dopo partita, modifica dopo modifica, il gioco ha raggiunto la sua forma definitiva.
Era nato Navawhist.
P.S. Ringrazio anche in rigoroso ordine alfabetico tutte le persone che hanno giocato decine di partite in questi anni, dando un contributo prezioso per rendere il gioco quello che è attualmente: Alessandro Nava, Barbara Curtarelli, Cristiano Campana, Silvio Garbarino e Stefano Bruzzese.